Natale a 360 gradi
1 dicembre 2009
Non esiste evidenza scritta che nei primi secoli del Cristianesimo si festeggiasse la nascita di Gesù. Al tempo di Costantino, quando la chiesa di Roma cominciò ad amalgamarsi alla cultura pagana, la data del 25 dicembre, una festa pagana, fu associata alla celebrazione della nascita di Gesù.
Dopo tanti secoli quella festa, che sarebbe dovuta diventare una festa cristiana, è diventata tutt'altro che un ricordo e una commemorazione della nascita del
Salvatore. Cene, feste, regali, viaggi e tutto ciò che il mondo del commercio può offrire, hanno totalmente offuscato il significato della stagione più bella dell'anno.
Nel periodo delle festività natalizie, il mondo ignora tanti bei momenti del racconto biblico della nascita di Cristo: una giovane coppia che guardava con meraviglia il
proprio primogenito appena nato, gli angeli che annunciavano la nascita del Messia, i pastori che giungevano per primi per vedere il bambino Gesù nato nella stalla...
Troppo spesso questo importante avvenimento non è visto come il preciso adempimento di tante antiche profezie del Vecchio Testamento. C'è addirittura qualcuno (tra i teologi protestanti moderni) che afferma, in modo blasfemo, che il bambino nato a Betlemme non sarebbe stato altro se non il frutto di un rapporto fisico tra Maria e uno dei soldati che soggiornava nella Palestina! Assurdo!
È triste constatare che, in molte manifestazioni di questo periodo, non c'è neppure un accenno al Messia nato a Betlemme, o al bisogno di noi tutti di un Salvatore a motivo del nostro peccato.
Babbo Natale, e perfino la Befana mi hanno stufato. Perché non possiamo più insegnare ai nostri bambini i veri valori e il vero messaggio del Natale? Siamo forse troppo sofisticati nel XXI secolo per poter ricordare il grande dono che Dio ci ha fatto nella persona del Suo Unigenito Figlio Gesù, nato da Maria ancora vergine, per offrirsi
come un sacrificio perfetto al nostro posto sulla croce?
Se non siamo più in grado di ricordarci del vero motivo di Natale, tanto vale non festeggiarlo più. Così avremo veramente completato e adempiuto il ciclo completo del mondo pagano in cui è nato Gesù.
- Rev. Fred Whitman
Caro Babbo Natale...
1 dicembre 2009
Quante volte, da bambini, abbiamo messo le nostre richieste di doni per Babbo Natale sotto l'albero illuminato? Quante volte avevamo creduto a questa favola e, forse, siamo rimasti un po' delusi, perché Babbo Natale non ci portava proprio il dono richiesto?
Anch'io ci ho creduto tanto, quando non credevo a Dio e magari c'erano letterine scritte anche a Gesù Bambino, come se le richieste di doni dovessero essere per forza soddisfatte. Sacro e profano in un guazzabuglio di desideri, che si accendono ogni anno quando si avvicina dicembre.
A dire il vero, quando i miei bambini dormivano, passavo del tempo, senza farmi vedere da loro, a scrivere le risposte alle loro letterine, scrivendo con la mano sinistra e tutta tremante... si sa, Babbo Natale è anziano!
Per anni i miei figli hanno creduto a Babbo Natale, ma poi è arrivata la verità! I bimbi si sono accorti che il cassetto del mobile della sala da pranzo era sempre pieno di carte da regalo e poi, che cosa ci facevano papà e mamma svegli il giorno della vigilia di Natale? Segreto svelato. Grande delusione mista a gioia per l'ennesimo regalo di Natale.
Ora credo al Signore e penso che le favole siano belle da raccontare ai bambini, ma bisogna far capire loro che una favola rimarrà sempre una favola, non sarà mai la realtà. Comunque sia, anche gli adulti oggi, preferiscono credere a questa illusione e le luci di Natale si accendono ancora, anno dopo anno, in una fantasia di colori, in cui le spese impazzano e il non trovare regali sotto l'albero fa stare male!
Conoscendo il Signore, ho imparato a riconoscere bene quale sia la differenza tra la verità e l'inganno, a identificare la grande illusione che la felicità si possa nascondere dentro un pacchetto di carta colorata, a capire che, la felicità è cosa passeggera se legata alle cose materiali, ma la gioia che il Signore dona al tuo cuore è eterna. Per avere questo dono non devi fare nulla: non devi scrivere lettere, né aspettare dicembre per fare le tue richieste a qualche personaggio fantastico.
Per ricevere il più bel regalo fatto all'umanità intera, a te e a me, devi solamente credere nel tuo cuore che Cristo è morto per te offrendoti il più bel regalo al mondo: una nuova vita eterna. E questa non è una fantasia, è una realtà.
- Anna Perricone
"Ictus" e "ICTHUS": due nomi che devono essere temuti
1 novembre 2009
Recentemente il Signore mi ha permesso di subire delle ischemie che potevono porre fine al mio ministerio come predicatore, nel senso che mi hanno tolto per breve periodi la parola. Nella diagnosi il dottore ha usato la parola "ictus": Ciò mi ha fatto molta paura. Sicuramente il concetto che un'emorragia cerebrale può capitare in qualsiasi momento a qualsiasi persona in qualsiasi stato fisico, non dà un grande senso di sicurezza. Viviamo tutti con il pensiero che non capiterà mai a noi ma sempre agli altri.
Anche se ci sono tanti modi di curare il nostro corpo nella speranza di prevenire tale situazione, alla fine siamo incapaci di garantire la nostra incolumità. In un certo senso, un ictus è il padrone assoluto di tutti noi e ne abbiamo paura. Devo dire che nella mia situazione ero convinto della mano di Dio e del suo conforto.
È vero che "Or noi sappiamo che tutte le cose cooperano al bene a coloro che amano Dio, a coloro che sono chiamati secondo il suo proponimento." (Romani 8:28, 29)
Le mie ischemie sono state ordinate da Dio per me. Perciò posso stare tranquillo.
ICTHUS, invece è un'altra parola che richiede il nostro timore. È una parola greca che significa "pesce", ma fu presa come simbolo dai primi Cristiani.
Prendendo la prima lettera dei nomi Gesù, Cristo, Figlio di Dio e Salvatore si forma un acrostico, la parola "pesce". Considerando questo significato,
il nome ICTHUS è certamente un nome da essere temuto.
Il Signore della Gloria ha scelto di umiliarsi, farsi uomo, per morire al nostro posto, comprandoci dal mercato del peccato. In conseguenza Egli ha il diritto di essere il nostro padrone assoluto e di pretendere la nostra ubbidienza assoluta come schiavi. Questo grande atto di amore sovrano del Creatore dell'Universo verso di noi dovrebbe inculcarci timore nei suoi confronti.
Come dice l'Apostolo Paolo, "Come fuggiremo se trascuriamo una così grande salvezza?" Riconosci Gesù come il tuo Padrone e Salvatore? Anche se Dio ha amato così tanto il mondo, di dare il suo Unigenito Figlio per noi, la sua Giustizia santa sarà terribile nei confronti di chi disprezza questo amore. Gesù infatti è chiamato, "L'amico dei peccatori", ma ciò si intende per coloro che si ravvedono e abbandonano la loro ribellione contro di Lui.
- Rev. Fred Whitman
Halloween: notte degli scherzi o notte del diavolo?
1 novembre 2009
Fino a qualche anno fa in Italia si sapeva poco o niente di questa "strana festa americana"... Certo, grazie al cinema conoscevamo l'abitudine di teneri bambini mascherati che, la sera del 31 ottobre, bussano alle porte delle case con la classica frase "dolcetto o scherzetto"...
Ma quanti di noi sanno che già dal 1910 le fabbriche statunitensi iniziarono a produrre tutta una serie di prodotti legati unicamente a questa festa, fondando e delineando la connotazione della "notte degli scherzi" che, originalmente veniva chiamata anche "notte del diavolo", durante la quale ci si abbandonava alla libertà assoluta e, nascosti dietro maschere più o meno grottesche, ci si poteva lasciare andare ad atti di vandalismo e scherzi di ogni genere, tanto non si poteva essere riconosciuti.
In quel periodo iniziò anche la produzione e commercializzazione di maschere per bambini dedicate proprio a tutto quel mondo spiritico e legato all'occulto che comprende streghe, demoni, zombi, vampiri e quant'altro. Ed oggi, grazie al potere dei Mass Media e del marketing, finalmente anche da noi, nel Bel Paese, si è affermata con successo la festa di Halloween, "la notte del diavolo".
Non mancano mascherate in locali pubblici, merende scolastiche per bambini o incontri in oratorio in occasione di "questa simpatica festa americana". Chi promuove la Festa delle Streghe ai nostri ragazzi? Beh, sicuramente i fast food, i supermercati, le cartolerie e, in alcune zone italiane, anche insegnanti delle scuole pubbliche, educatori e maestre delle scuole materne ed asili, che propongono modelli e riti alternativi e altrimenti sconosciuti ai nostri piccoli. In questo periodo aumentano le sollecitazioni multimediali che propongono ai nostri bimbi (dai tre anni in su) una valanga di giochi e oggetti che hanno come soggetto principale mostri, vampiri, streghe, maghi, fantasmi.
È interessante notare che, forse per paura di vedersi etichettato come moralista, nessuno pubblicamente definisce Halloween una "festa pericolosa" per i più piccoli. Invece vale la pena di rifletterci su. I genitori dovrebbero evitare di liquidare la questione con ingenua superficialità ("se mio figlio è felice, che male c'è?"), preoccupandosi del valore che Halloween offre al macabro (scheletri e cimiteri), all'esoterico (streghe e demoni), al ripugnante (cadaveri e mostri). Dovrebbero porsi delle domande serie a cui dare risposte serie, non superficiali.
Quali sono le ragioni educative e pedagogiche che animano i genitori o gli educatori che travestono i bambini da vampiri o scheletri? Che cosa c'è di positivo nell'insegnare a fare scherzi bonari indesiderati a chi non dona il dolcetto? O ancora, che cosa c'è di positivo nel far credere che la notte del 31 ottobre i fantasmi vagano per il bosco e le streghe si aggirano minacciose tra le vie della nostra città? Tra i compiti più ingrati di un genitore credente , c'è quello di spiegare e svuotare di contenuti negativi quanto viene loro propinato dal mondo circostante sottoforma di cartoni animati, videogiochi, pubblicità, che presentano scene di violenza, fantasmi, vampiri, zombi.
Se proprio si vuole insegnare una festa tradizionale americana, perché non scegliere la Festa del Ringraziamento, che cade ogni anno al quarto giovedì di novembre? Se tanto amiamo identificarci con il popolo americano, perché non partecipare anche noi a questo evento, cucinare un pasto tipico di quell'epoca (e vi garantisco che è realmente fantastico, lo dico per esperienza personale) ritrovarsi riuniti intorno al tavolo a gustare il succulento tacchino e ringraziare il Signore per la sua generosa provvidenza!
Non sottovalutate il fascino macabro e il pericolo di Halloween: la Bibbia dice che Satana si traveste da angelo di luce, e da che mondo è mondo, sappiamo che lui non vuole affatto il nostro bene, ma il nostro assoluto ed eterno male!
- Maria Luisa Cini


3.15 - 3.45
4.15 - 4.45
7.05 - 7.15
8.00 - 8.20
